Il palazzo

Il palazzo

IL PALAZZO DELL'ACQUEDOTTO PUGLIESE

Costruito fra  il 1925 e il 1935, il Palazzo dell'Acquedotto Pugliese, progettato dall’ingegnere ravennate Cesare Brunetti (Ravenna 1894 - Lecce 1962), si impone nel borgo murattiano per la maestosità dello stile architettonico ispirato al romanico pugliese. Fu commissionato dall’Ing. Gaetano Postiglione, Regio Commissario dell’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese, affinchè fosse testimonianza perenne della storica conquista dell’acqua e, al tempo stesso, sede degli uffici tecnici e amministrativi dell’Ente.

L’esterno del Palazzo, con i quattro piani rivestiti in pietra di Trani, contiene elementi architettonici chiaramente ispirati al vasto patrimonio civile e religioso locale. Le massicce mensole a dentelli, su cui poggiano il balcone d’angolo tra via Cognetti e via Fiume e quello che sovrasta il portale d’ingresso, evocano i sostegni scalati del pronao a baldacchino della facciata di Santa Maria del Casale a Brindisi, una delle chiese più importanti della regione, che fornisce spunti e riferimenti decorativi non soltanto architettonici.

La progettazione degli ambienti e degli arredi del Palazzo è opera del Maestro Duilio Cambellotti, che donerà al Palazzo uno stile inconfondibile, al tempo stesso severo e gioioso, facendone un vero e proprio monumento all’acqua salubre. L’impegno di Cambellotti si articola in diverse fasi che riguardano il disegno architettonico di alcune sale, la decorazione pittorica, i pavimenti, gli arredi, completati dagli apparecchi di illuminazione, i tappeti e le maniglie per gli ambienti più rappresentativi del primo piano e dell’appartamento del Presidente al secondo.
Nelle decorazioni parietali elaborate negli ambienti di lavoro e negli appartamenti privati dell’edifico, Cambellotti riprende antichi temi a lui congeniali come le fontane, il lavoro femminile, i cavalli che si dissetano alle fonti, inventando ardite sintesi tra il romanico pugliese e il déco.

L’enorme patrimonio di mobili, conservatosi quasi integro, costituisce una preziosa testimonianza della creatività dell’artista e dell’altissima qualità delle maestranze. Originali nella forma e nella decorazione sono le scrivanie per la Sala del Consiglio e per lo Studio del Presidente: elegante la prima, con il piano ovale intarsiato, poggiato su una base ad archi; possente l’altra, che nella parte centrale semicilindrica, richiama apertamente i pulpiti romanici in marmo scolpito. Gli intarsi in legno e in madreperla propongono ancora sintetiche rappresentazioni degli alberi di ulivo, di donne con anfore e di scorci prospettici di Bari.

Situato nel cuore di Bari, “Il Palazzo dell’Acqua” è diventato nel tempo un patrimonio della Puglia e dei pugliesi.


Per saperne di più visita il sito web ufficiale del Palazzo dell'Acquedotto Pugliese
 

Fotogallery